Ultimo tabù

L’ultimo tabù è ciò che ha accompagnato la mia vita.Fino a qualche decina di anni fa gli omosessuali erano perseguitati, poi sono comparsi i trasgender e i fluid gender e nelle città tutto è cambiato, digerito, assimilato. Anche il tabù dell’età, la differenza d’età tra i parnter, è andato scemando. Ne rimane soltanto uno: la malattia mentale, e probabilmente questa è la frontiera invalicabile. Di qui non si passa. Se vostra figlia vi portasse in casa un alienato, voi come reagireste? Lo allontanereste immediatamente e le fareste una bella ramanzina, le togliereste il telefonino e  le proibireste assolutamente di frequentarlo. Schizofrenia, psicosi, paranoia, grave depressione non sono accettate e probabilmente non lo saranno mai. Qua si ferma anche l’orizzonte farmacologico.

Oltre i limiti 

Oltre un certo limite, nonostante le cure si ottiene un unico risultato: trasformare i pazienti in vegetali, in non morti, in zombie. Ma al di là della diagnosi, esistono sostanzialmente tre tipi di malattia mentale: leggera, grave e gravissima. Quella leggera l’abbiamo un po’ tutti, quella grave soltanto alcuni (ma sempre di più) e quella gravissima pochi per fortuna. Non si può guarire ma si può trascorrere una vita normale, anche con gravi patologie mentali, basta trovare il medico giusto e la cura appropriata, senza diventare catatonici. Inoltre, certe malattie, come il disturbo bipolare, invece di demolire la mente la potenziano. C’è una lunga lista di scrittori, da Virginia Woolf a David Foster Wallace, da Truman Capote a Guy de Maupassant, che erano bipolari. E di poeti con patologie mentali ce n’è una valanga, da Leopardi a Caproni, da Alda Merini a Majakovskij.

 

Quando la mente diventa parte della storia

Ci sono persone che lavorano con i libri tutta la vita.
Li catalogano, li custodiscono, li consigliano, li leggono in silenzio.
E poi ci sono quelle che, oltre ai libri, devono imparare a convivere con una mente che non sempre collabora.Questo blog nasce lì.
Nel punto esatto in cui la cultura incontra il disagio.
Dove la scrittura non è solo passione, ma necessità.


 

Perché L’ultimo tabù

Il tabù non è la malattia mentale.Il tabù è parlarne senza vergogna.È ammettere che anche chi studia, legge, lavora tra i libri può lottare con pensieri oscuri, crisi interiori, momenti di smarrimento.L’ultimo tabù è raccontare tutto questo senza maschere.
Con lucidità.

Di cosa si parla su L’ultimo tabù

Salute mentale senza retorica

Esperienze vissute, riflessioni personali, parole che non cercano consenso ma verità.

Scrittura, libri e mente

Il legame tra lettura, scrittura e fragilità mentale, visto da chi lavora ogni giorno con i libri.

Silenzio, stigma e normalità

Ciò che viene taciuto, minimizzato o giudicato quando si parla di disagio mentale.

 

Questo blog è per chi

Convive con fragilità interiori-

Lavora, studia, legge e pensa troppo-

Non si riconosce nei racconti edulcorati sulla salute mentale-

Crede che la scrittura possa essere uno spazio sicuro-

Vuole capire senza giudicare

 

Un luogo di parole, non di etichette

Qui non troverai definizioni rigide.
Non troverai diagnosi esibite.
Non troverai frasi fatte.Troverai parole scritte da qualcuno che conosce la mente dall’interno
e ha scelto di non tacere.

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